Studio Legale Spelzini

Avvocato Matrimonialista & della Famiglia

Avvocato Matrimonialista
& della Famiglia

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Chi Sono

Sono Gaia Spelzini, Avvocato Matrimonialista e della Famiglia, iscritta all’Ordine degli Avvocati di Como. Aiuto coniugi, conviventi, figli e genitori in tutto ciò che riguarda la separazione, il divorzio, l’affidamento della prole, il mantenimento e mi occupo della Difesa penale nei procedimenti di violenze familiari, fisiche, psichiche e/o di stalking.

Mi distinguo per la formazione psico giuridica e per i protocolli di cambiamento, comunicazione e problem solving che applico durante il mio intervento, offrendo un supporto a 360 gradi nella riorganizzazione familiare e per il superamento di una fase spesso dolorosa.

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Chi sono, cosa faccio e perché lo faccio?

“Le ferite delle battaglie evitate non guariscono mai.”

Giorgio Nardone

Ti posso aiutare

Se stai vivendo una crisi familiare

Il mio intervento, oltre a livello giuridico, è di supporto e coordinazione in funzione di una nuova riorganizzazione familiare.

500+

CASI TRATTATI

15

ANNI DI ESPERIENZA

360°

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CLIENTI SODDISFATTI

Studio Legale Spelzini

Lo Studio Legale Spelzini fornisce consulenza e assistenza legale, con particolare attenzione alla dignità e all’aspetto psicologico delle Persone coinvolte, nelle seguenti aree di competenza:

Convivenza

L’11 maggio 2016 il ddl Cirinnà intitolato “Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze” introduce, la regolamentazione delle coppie di fatto La convivenza di fatto rappresenta  l’inversione di tendenza di chi si accinge a costruire una famiglia. Niente più matrimoni sfarzosi preambolo di una vita idilliaca e neanche più unioni civili. Dagli anni 2000 si parla di nucleo famigliare anche in assenza di un vincolo legale.

  • Rapporti patrimoniali e personali tra conviventi
    Il parziale riconoscimento giuridico attribuito alla famiglia di fatto.
  • Ordine di protezione contro gli abusi familiari e allontanamento del convivente
    Provvedimenti che il giudice adotta per ordinare la cessazione della condotta del convivente che sia “causa di grave pregiudizio all’integrità fisica o morale o alla libertà dell’altro” per impedire il protrarsi di atteggiamenti violenti in ambito domestico.
  • Contratti di convivenza
    Di accordi scritti con cui ogni coppia di fatto può definire le questioni inerenti l’ assetto economico-patrimoniale, anche in vista dell’eventuale rottura del rapporto o della scomparsa prematura di uno dei conviventi.
  • Attribuzione patrimoniale in favore del convivente omosessuale
    La possibilità di trasferire una parte del proprio patrimonio (mobiliare o immobiliare), in vita o mortis causa, al convivente eterosessuale o omosessuale.
  • Trust
    Ha lo scopo di blindare un patrimonio per scopi precisi, anche a tutela dei conviventi.
  • Diritti successori
    Diritti che l’ordinamento riserva al convivente more uxorio in caso di premorienza dell’altro.
  • Mobbing
    Il mobbing familiare si sostanzia in ripetute condotte irriguardose assunte da parte del convivente nei confronti dell’altro, fino a farle sfociare in atteggiamenti sprezzanti ed espulsivi, spesso anche pubblici.
  • Stalking
    Lo stalking familiare si sostanzia in un comportamento assillante e invasivo della vita del partner, mediante la reiterazione insistente di condotte intrusive nei suoi confronti che ne condizionano negativamente la vita quotidiana.
  • Rilascio e revoca passaporto dell’ex convivente
    Nel nostro ordinamento se si è genitori di figli minori al fine di richiedere il rilascio o il rinnovo del proprio passaporto è necessario l’assenso dell’altro genitore. In difetto, è necessario rivolgersi al giudice tutelare per ottenere l’autorizzazione sostituiva del mancato assenso dell’altro genitore.
    Ancora il passaporto di uno dei genitori può essere revocato su richiesta dell’altro genitore quando il titolare non è in grado di provare il suo adempimento degli obblighi di mantenimento che riguardino i figli minori.
Matrimonio

L’art. 29 della Costituzione riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio è l’atto con il quale due persone ufficializzano la loro volontà di concretizzare una comunione di vita spirituale e materiale. Tale comunione si attua attraverso la convivenza, il rispetto, l’assistenza e la ricerca di un indirizzo di vita comune.

  • Nullità e annullamento
    Vi sono particolari situazioni, tassativamente previste dalla legge, in presenza delle quali il vincolo coniugale è considerato invalido e che, a seconda della loro gravità, ne comportano la nullità o l’annullabilità.
  • Nullità canonica
    È la nullità matrimoniale pronunciata dai tribunali ecclesiastici e rotali secondo il diritto canonico.
  • Ordine di protezione e allontanamento del coniuge
    Provvedimenti che il giudice adotta per ordinare la cessazione della condotta del coniuge che sia “causa di grave pregiudizio all’integrità fisica o morale o alla libertà dell’altro” per impedire il protrarsi di atteggiamenti violenti in ambito domestico.
  • Trust
    Ha lo scopo di blindare un patrimonio per scopi precisi anche a tutela di soggetti determinati.
  • Trascrizione matrimoni esteri e loro validità
    La trascrizione costituisce un passaggio necessario per ufficializzare l’esistenza in italia del matrimonio celebrato all’estero tra un cittadino italiano e uno straniero.
  • Impresa familiare
    Serve a tutelare la posizione di coloro che, legati da vincoli di parentela o di affinità con l”imprenditore, prestano continuativamente – escludendo la configurabilità di un rapporto di lavoro diverso – la loro attività lavorativa a favore dell’impresa.
  • Comunione dei beni
    È il regime patrimoniale legale della famiglia che si instaura al momento del matrimonio in mancanza di diversa volontà (per esempio, la scelta della separazione dei beni). Formano la comunione tutti i beni acquistati durante il matrimonio a eccezione di alcuni che restano personali di ciascun coniuge.
  • Scioglimento della comunione
    La comunione si scioglie, oltre che per la separazione personale dei coniugi, anche per altre cause elencate all’art. 191 c.c. quali, per esempio, l’annullamento del matrimonio, il mutamento convenzionale del regime, la dichiarazione di assenza o di morte presunta di un coniuge.
  • Divisione giudiziale della comunione
    È il procedimento mediante il quale, successivamente alla pronuncia di scioglimento della comunione e in difetto di un accordo sulla ripartizione dei beni, il giudice divide in parti eguali l’attivo e il passivo della comunione.
  • Fondo patrimoniale
    Con tale strumento è possibile destinare determinati beni ai bisogni della famiglia ponendoli al riparo da possibili pretese creditorie verso i genitori coniugati tra loro.
  • Comunione convenzionale dei beni
    I coniugi possono in ogni tempo modificare il regime patrimoniale della famiglia e adattarlo alle loro esigenze.
    È attraverso tale strumento che, per esempio, è possibile far rientrare nella comunione certi beni che altrimenti ne sarebbero esclusi (per esempio quelli acquistati prima del matrimonio).
  • Delibazione sentenze ecclesiastiche
    È lo strumento mediante il quale la sentenza dichiarativa della nullità matrimoniale emessa dagli organi giurisdizionali (Tribunali Ecclesiastici e Rotali) dello stato vaticano può acquisire efficacia per lo Stato Italiano.
  • Pensione di reversibilità
    È la quota di pensione di cui era titolare il defunto riservata agli eredi superstiti.
Separazione

La separazione è un rimedio alla crisi del matrimonio attraverso la quale i coniugi cessano di vivere sotto lo stesso tetto pur rimanendo marito e moglie: con essa, inoltre, vengono meno alcuni dei doveri che nascono dal matrimonio, primo tra tutti quello della coabitazione.

La separazione non solo è indispensabile per garantire una vita piena e libera a chi si scopre in trappolato in un progetto non più condiviso, ma è un dovere per tutelare i figli, incolpevoli della situazione.

  • Separazione consensuale
    La separazione è consensuale quando sono i coniugi a ad accordarsi, per iscritto, su ogni questione relativa alla sospensione del loro vincolo matrimoniale (questioni patrimoniali, mantenimento coniuge debole, diritti di visita e mantenimento della prole, assegnazione della casa coniugale).
    A differenza della separazione giudiziale, la separazione consensuale ha indiscussi vantaggi: è infatti possibile regolamentare questioni accessorie – che il tribunale giudizialmente non potrebbe risolvere – come per esempio prevedere trasferimenti immobiliari, regolamentare l’uso della casa delle vacanze ecc.
    Inoltre, una volta depositato l’accordo presso la cancelleria del Tribunale basterà per le parti comparire una sola volta e attendere poi l’omologa della separazione.
  • Separazione giudiziale
    Quando non vi è accordo tra i coniugi sulle questioni relative alla sospensione del loro vincolo matrimoniale, può essere richiesta, anche da uno solo dei coniugi, la separazione giudiziale.
    In tale ipotesi, è il giudice che disciplina e regolamenta ogni aspetto inerente la gestione dei rapporti patrimoniali e personali tra coniugi (anche con riferimento ai figli) e che, in presenza di determinati presupposti, pronuncia l’addebito.
  • Modifica condizioni di separazione
    Le condizioni della separazione sono tutti sempre modificabili su richiesta di parte qualora intervengano “nuove” circostanze di fatto e di diritto rispetto al momento in cui i provvedimenti sono stati assunti tali.
  • Assegnazione della casa coniugale
    È finalizzata alla tutela dei figli al fine per evitare loro il trauma di dover cambiare casa, quartiere, frequentazioni e abitudini di vita consolidate.
    Pertanto il giudice, in presenza di figli minori o maggiorenni, ma economicamente non autosufficienti, assegna la casa familiare al genitore che continuerà a convivere con loro.
  • Mantenimento dei figli
    In caso di separazione, il giudice, a norma degli art. 316bis e 337 c.c. dispone che ciascun genitore sia obbligato, in misura proporzionale alle proprie capacità, al mantenimento dei figli, tenuto conto delle loro esigenze di vita e del contesto sociale e familiare cui appartengono, oltreché di altri criteri indicati dalla legge.
  • Mantenimento del coniuge
    Qualora uno dei coniugi non abbia redditi propri che gli consentano di conservare il tenore di vita goduto in costanza di matrimonio, il giudice può imporre all’altro di versare al coniuge “non colpevole” della separazione un assegno periodico, la cui entità deve essere determinata tenendo conto dei redditi del coniuge obbligato, dei bisogni dell’altro e del tenore di vita goduto in costanza di matrimonio.
  • Separazioni internazionali
    È la separazione che interessa le coppie di nazionalità diverse ed coppie miste o, comunque sia, che interviene tra coniugi che hanno la stessa cittadinanza ma risiedono all’estero o hanno intenzione di trasferircisi.
  • Pensione di reversibilità
    È la quota di pensione di cui era titolare il defunto riservata al coniuge superstite legalmente separato e titolare di un assegno di mantenimento.
  • Rilascio e revoca passaporto del coniuge
    Nel nostro ordinamento se si è genitori di figli minori al fine di richiedere il rilascio o il rinnovo del proprio passaporto è necessario l’assenso dell’altro genitore. In difetto, è necessario rivolgersi al giudice tutelare per ottenere la sua autorizzazione sostituiva dell’assenso dell’altro genitore.
    Ancora il passaporto di uno dei genitori può essere revocato su richiesta dell’altro genitore quando il titolare non è in grado di provare il suo adempimento degli obblighi di mantenimento che riguardino i figli minori.
  • Separazione con negoziazione assistita
    È la separazione consensuale conclusa tra le sole parti assistite dai loro difensori senza l’intervento del giudice. È possibile solo in presenza di determinati requisiti.
Divorzio

Il divorzio segna la fine della coppia coniugale, oltre che delle reciproche aspettative successorie. Il divorzio ratifica e conferma un nuovo programma di vita già segnato dalla separazione.

  • Divorzio congiunto
    Quando vi sia accordo tra i coniugi su tutte le condizioni relative allo scioglimento/cessazione degli effetti civili del loro matrimonio.
  • Divorzio contenzioso
    Quando non sia stato possibile raggiungere alcun accordo sulle condizioni relative allo scioglimento/cessazione degli effetti civili del loro matrimonio.
  • Modifica delle condizioni di divorzio
    Ogni disposizione della sentenza di divorzio concernente l’affidamento dei figli e le questioni economiche può essere modificata o revocata dal Tribunale su istanza di uno dei coniugi divorziati qualora intervengano “nuove” circostanze di fatto e di diritto – rispetto al momento in cui i provvedimenti sono stati assunti.
  • Divorzio con negoziazione assistita
    È il divorzio concluso tra le sole parti assistite dai loro difensori senza l’intervento del giudice. È possibile solo in presenza di determinati requisiti.
  • Mantenimento dei figli
    Il giudice dispone che ciascun genitore sia obbligato, in misura proporzionale alle proprie capacità – redditi e/o patrimonio – al mantenimento dei figli anche una volta ottenuto il divorzio, tenuto conto delle esigenze di vita della prole e del contesto sociale e familiare cui appartengono.
  • Mantenimento dell’ex coniuge
    L’assegno divorzile è una contribuzione economica con funzione sostanzialmente assistenziale che, ove ritenuta opportuna dal Giudice, deve essere versata periodicamente all’ex coniuge.
  • Accordi una tantum
    In sede di divorzio la legge dà la possibilità alle parti di scegliere le modalità con cui assolvere l’obbligo patrimoniale che un ex coniuge ha nei confronti dell’altro: con l’assegno divorzile, o, in alternativa, con un’attribuzione in un’unica soluzione che può risolversi o con la corresponsione di una somma di denaro – da non dichiararsi ai fini dell’irpef – o mediante il trasferimento di un bene immobile o di altro diritto reale. Nel caso di liquidazione “una tantum” è però necessario l’accordo delle parti e l’accertamento del tribunale sulla congruità della somma offerta.
  • Mantenimento del cognome maritale
    Con la pronuncia di divorzio la “ex” moglie perde il diritto di utilizzare il cognome maritale. È possibile però chiedere al giudice incaricato di pronunciarsi sullo scioglimento o sulla cessazione degli effetti civili del matrimonio – in casi specifici – l’autorizzazione a continuare ad utilizzare il cognome dell’ex marito.
  • Divorzio lampo
    Grazie a un regolamento europeo è possibile, in presenza di determinati requisiti, applicare la legge di un altro stato CE e chiedere il divorzio senza passare per la separazione.
  • Pensione di reversibilità
    È la quota di pensione di cui era titolare il defunto riservata all’ex coniuge superstite legalmente divorziato e titolare di un assegno di mantenimento.
  • Diritto al TFR
    È il diritto del coniuge titolare di un assegno divorzile non passato a nuove nozze, a ottenere una percentuale, dell’indennità di fine rapporto maturata dall’ex coniuge.
  • Rilascio e revoca passaporto dell’ex coniuge
    Nel nostro ordinamento se si è genitori di figli minori al fine di richiedere il rilascio o il rinnovo del proprio passaporto è necessario l’assenso dell’altro genitore. In difetto, è necessario rivolgersi al giudice tutelare.
    Ancora il passaporto di uno dei genitori può essere revocato su richiesta dell’altro genitore quando il titolare non è in grado di provare il suo adempimento degli obblighi di mantenimento che riguardino i figli minori.
Figli

I nostri figli costituiscono l’unica responsabilità a cui non si può rinunciare. I genitori hanno doveri imprescindibili ai quali corrispondono diritti indiscutibili dei figli: dal mantenimento, all’istruzione, all’educazione, all’assistenza morale, al rispetto delle loro capacità, inclinazioni naturali e aspirazioni.

  • Affidamento e collocamento figli minori
    Quando i genitori si separano, siano essi coniugati o conviventi, i figli potranno essere affidati congiuntamente a entrambi o, in caso di grave pregiudizio del minore, a uno di essi e saranno collocati presso il genitore più in grado a soddisfare le loro esigenze quotidiane. 
  • Protezione e tutela del minore
    Nelle situazioni di particolare conflittualità tra i genitori, è opportuno agire con la massima tempestività e in stretta collaborazione con i servizi sociali e l’autorità giudiziaria al fine di garantire il primario interesse del minore.
  • Donazione a minori
    È possibile, purché sia valutata corrispondente all’interesse del minore e autorizzata dal giudice tutelare.
  • Eredità a favore dei minori
    Nell’ipotesi in cui beneficiario di un’eredità sia un soggetto minore, la procedura che regola la materia è particolare: saranno infatti i genitori ad accettare l’eredità, con beneficio d’inventario, in nome e per conto del minore, previa autorizzazione del Giudice Tutelare.
  • Pensione di reversibilitá
    È la quota di pensione di cui era titolare il defunto riservata ai figli minori, universitari, inabili superstiti.
  • Regolamentazione del diritto di espatrio del minore
    Per legge tutti i minori devono avere un proprio documento individuale e non possono più essere iscritti su quelli del padre e della madre. Il genitore (coniugato/convivente o separato/divorziato) che richiede il passaporto per il figlio minore deve naturalmente avere l’assenso dell’altro genitore; in mancanza, dovrà rivolgersi al Giudice Tutelare per ottenere il nulla osta.
  • Limitazione e/o decadenza dalla responsabilità genitoriale
    Il giudice può pronunciare la limitazione e/o decadenza dalla responsabilità genitoriale, se il genitore trascura i doveri a essa inerenti o abusa dei relativi poteri con grave pregiudizio per il figlio.
  • Tutela frequentazione minori con i nonni e gli zii
    Il decreto legislativo 154/2013, in attuazione della legge 219/2012, con l’intento di preservare il diritto al rispetto e alla protezione delle relazioni familiari, ha riconosciuto e codificato il diritto degli ascendenti di mantenere rapporti significativi con i nipoti minorenni. Qualora questo diritto fosse ostacolato, gli ascendenti sono legittimati a rivolgersi al Tribunale.
  • Rappresentanza e amministrazione beni dei minori
    La rappresentanza legale del minore e l’amministrazione dei suoi beni è, di norma, affidata ai genitori oppure ad uno solo se l’altro è deceduto o ha un impedimento definitivo o temporaneo (lontananza, incapacità, decadenza dalla responsabilità genitoriale). In caso di genitori incapaci o di minori orfani tale potere spetta al tutore nominato dal Tribunale.
  • Cura dei beni del minore
    I genitori hanno il dovere di compiere tutti gli atti di ordinaria amministrazione nell’interesse del proprio figlio; non possono, però, compiere atti di straordinaria amministrazione se non con l’autorizzazione del giudice tutelare, il quale valuta la necessità o utilità per il figlio minore.
  • Tutela minori orfani
    Quando un minore rimane orfano, l’autorità giudiziaria nomina un tutore che potrà essere quello già designato dal genitore o, in assenza individuato tra gli ascendenti e gli altri parenti o affini del minore.
  • Cambiamento del cognome
    Il genitore, o chi eserciti la responsabilità genitoriale sui minori cui si intenda cambiare o aggiungere un altro nome e/o cognome, devono presentare istanza al prefetto.
  • Aggiunta del cognome materno al cognome paterno
    Chiunque può chiedere di aggiungere il cognome materno a quello paterno. In caso di mancato assenso da parte del padre all’aggiunta del cognome materno al figlio, sarà necessario rivolgersi al Prefetto. Il figlio nato fuori del matrimonio assumerà il cognome del genitore che per primo lo ha riconosciuto.
  • Tutela dell’immagine e della riservatezza dei minori
    La persona e la sua immagine sono beni inviolabili di ogni società civile; a maggior ragione, quando si parla di minori, alla tutela della dignità e riservatezza si aggiunge la necessità di garantire un armonico sviluppo della loro personalità e, pertanto, si impongono maggiori limiti e cautele. La regola generale stabilita dalla legge sul diritto d’autore è che il ritratto di una persona non può essere esposto senza il suo consenso (art. 96 legge n. 633/1941).
  • Riconoscimento dei figli
    Quando un bambino nasce da genitori non sposati, il figlio può essere riconosciuto da uno solo o da entrambi i genitori congiuntamente al momento della nascita. Il genitore che non ha riconosciuto il figlio al momento della nascita potrà farlo successivamente previo consenso dell’altro genitore o, in assenza, giudizialmente.
  • Disconoscimento dei figli
    L’azione di disconoscimento della paternità può essere esercitata dal padre, dalla madre e dal figlio nel rispetto dei termini di prescrizione
  • Sottrazione internazionale di minori
    Si tratta dell’illecito trasferimento del bambino, da parte di uno dei genitori, in uno stato diverso da quello nel quale il minore aveva la propria residenza abituale, senza il consenso dell’altro.
Mediazione Familiare

Quando c’è da entrambe le parti la decisione irrevocabile di separarsi, il conflitto non ha completamente azzerato l’alleanza genitoriale ma la comunicazione fra i genitori è compromessa, si può intraprendere un percorso di mediazione familiare per individuare insieme a quali regole ci si vuole separare, arrivando in questo modo dagli avvocati di riferimento con le idee ben chiare e senza rischiare che le decisioni relative alla vostra vita e ai vostri figli finiscano nelle mani di un terzo: il Giudice. 

In questo caso l’avvocato, che non potrà coincidere con la stessa persona che ha rivestito nel vostro caso il ruolo di mediatore,  successivamente non dovrà fare altro che scrivere gli accordi individuati in mediazione nell’atto di separazione che sottoscriverete e che verrà omologato dal Tribunale. 

Sono mediatore Mediatore Familiare con formazione maturata presso l’Associazione GeA “Genitori Ancora” di Milano, la prima ad aver introdotto in Italia la Mediazione Familiare. Lavoro con il modello GeA che si struttura in 10-12 colloqui suddivisi in una fase iniziale di definizione degli obiettivi, una fase centrale di negoziazione (dal 3° al 10° colloquio circa) e una fase finale di bilancio, rilancio e conclusione. Il setting della mediazione nel modello GeA è costituito da una stanza con tre sedie uguali ed equidistanti, per favorire una relazione paritetica fra i presenti. Il Mediatore Familiare è un facilitatore della comunicazione che non ha nessun potere decisionale né di arbitraggio, ma accende un faro sui bisogni dei figli spesso oscurati dalle ombre del conflitto, e aiuta i genitori a riaprire la comunicazione tornando protagonisti del proprio ruolo e responsabili delle proprie scelte.

  • Non è psicoterapia, tuttavia l’intervento di mediazione familiare efficace nei momenti di grave crisi può comportare effetti terapeutici.
  • Non è terapia di coppia, perché non ha l’obiettivo di aiutare i coniugi a mantenere la loro relazione, ma solo quello di risolvere le divergenze sorte.
  • Non è uno strumento per risolvere i conflitti né tantomeno per stabilire chi abbia ragione. Ha l’obiettivo invece di mettere le parti in condizione di uscire da situazioni di stallo.
  • Non è un arbitrato e nemmeno consulenza legale, finanziaria, psico-pedagogica. Il mediatore non è un consulente al quale rivolgere quesiti per ottenere risposte sui problemi che affliggono i genitori. Il mediatore è invece un facilitatore della comunicazione tra le parti. 
  • Non è scuola dei genitori, perché il mediatore, non deve insegnare ai genitori come si diventa un buon padre oppure una buona madre. 

“La mediazione familiare è un percorso per la riorganizzazione delle relazioni familiari in vista o in seguito alla separazione o al divorzio: il mediatore familiare, con una preparazione specifica, sollecitato dalle parti, nella garanzia del segreto professionale e in autonomia dall’ambito giudiziario, si adopera affinché padre e madre, insieme, elaborino in prima persona un programma di separazione soddisfacente per sé e per i figli in cui possano esercitare la comune responsabilità genitoriale.”

Nella pratica il mediatore familiare, in una serie limitata di incontri (di solito 10-12), facilita la comunicazione tra padre e madre allo scopo di accompagnarli nel trovare soluzioni realistiche e stabilire gli accordi migliori per i loro, per i loro figli e per il contesto specifico in cui si trovano, arrivando più consapevoli ed autonomi all’accordo che poi verrà recepito nell’atto giuridico degli avvocati in Tribunale.

Penale della Famiglia

La famiglia, dove ogni persona dovrebbe sentirsi più sicura e dove dovrebbero essere trasmessi affetto e amore rischia invece di diventare, in caso di violenze e maltrattamenti, un luogo conflittuale e pericoloso.

  • Violazione degli obblighi di assistenza familiare
  • Maltrattamenti contro familiari e conviventi
  • Sottrazione di minorenni
  • Sottrazione di persone incapaci
  • Sottrazione e trattenimento di minore all’estero
  • Abuso dei mezzi di correzione
  • Bigamia
  • Induzione al matrimonio mediante inganno
  • Incesto
  • Alterazione di stato
  • Occultamento di stato di un figlio
  • Stalking
Tutela del Patrimonio

Il denaro è sicuramente uno strumento, ma fondamentale e importante, per affrontare ogni momento della nostra vita e per garantire l’autonomia che garantisce dignità all’individuo.

  • Trust
  • Fondo patrimoniale
  • Recupero crediti
  • Divisione dei patrimoni
  • Impresa familiare
  • Sequestri in Italia e all’estero
  • Patto di famiglia
  • Vincolo di destinazione
  • Negozio fiduciario

testimonianze

DICONO DI NOI

Più delle nostre parole valgono le testimonianze delle persone che si sono già affidate al nostro Lavoro. Si tratta di donne e uomini di ogni età accomunati dal desiderio di tutelare l’infanzia senza rinunciare alla difesa dei propri diritti, prefiggendosi un miglioramento della qualità di vita e delle relazioni.

Personalmente la parola “AVVOCATO” in ambito familiare, l’ho sempre associata alla parola “FINE” . Conoscevo l’avvocato Spelzini di vista, abitando in un piccolo paese, ma ho trovato il suo contatto attraverso i social. Era da tempo che sulla sua pagina Facebook leggevo “Avvocato e mediatore familiare”. Così, spinta anche dal fatto che potevo raggiungerla da sola, mi sono messa in contatto. Dopo breve tempo abbiamo avuto il primo incontro e da allora il suo aiuto è stato fondamentale, sia come difesa legale, sia come aiuto morale. La separazione, soprattutto quando ci sono dei figli, è una prova durissima da affrontare. Bisogna fare i conti con i conflitti, con il vivere quotidiano, ma anche pensando al futuro. L’avvocato Spelzini ha sempre difeso i miei diritti ricordandomi però i miei doveri di mamma. Mettendo sempre al primo posto il bene dei minori. La mia è stata una separazione complicata, ricca di dinamiche forti e preoccupanti. Ha saputo sorreggermi nei momenti più difficili e ha saputo dare importanza ai traguardi familiari raggiunti come mamma per il bene dei miei figli, al di là delle dinamiche legali e degli altissimi conflitti con l’ex partner. Come avvocato difensore lo consiglierei sicuramente.

Valentina Corti

In una situazione per me molto complessa, ho trovato una bravissima professionista che ha saputo guidarmi nella risoluzione del conflitto, riuscendo ad ottenere ottimi risultati. Inoltre è stato fondamentale il supporto emotivo/personale, sempre presente qualora avessi dubbi o preoccupazioni per lo svolgimento del procedimento.

A. D.

Non vorresti mai arrivare in alcune situazioni famigliari. Che devastano te e i tuoi figli. Allora vai da un avvocato x risolvere il problema che si è creato. " Gaia Spelzini" consigliatami da mio zio Don, vado un po timorosa anche perché ero a pezzi......mi trovo davanti una donna che salutandomi allarga un sorriso amichevole che mi mette subito a mio agio". La sua professionalità si vede subito, avvocato molto accorto su tutto, molto preparato e sempre disponibile. Io sto risolvendo adesso dopo un lungo e faticoso lavoro, ma grazie a questo avvocato ne sto uscendo. Grazie x la tua tenacia, la tua preparazione e grazie x la fiducia in me stessa che mi hai fatto riacquistare.......LA CONSIGLIO A CHI HA BISOGNO DI UN BUON AVVOCATO.

Domenica Ruffoni

Biografia

"CURA, PROFESSIONALITÀ, CORAGGIO"

Gaia Spelzini si laurea presso l’Università dell’Insubria di Como, facoltà Giurisprudenza, con tesi sull’istituto del Matrimonio nel diritto romano, dopodiché si dedica ad un biennio di praticantato e supera l’esame per l’abilitazione alla professione di avvocato presso il Tribunale di Milano.

Sono gli anni della formazione generalista che le permettono di acquisire competenze e padronanza in tutti i settori del diritto civile, penale ed amministrativo e dove inizia a nascere un interesse sempre più profondo per il diritto di Famiglia.

Sin da subito le apparve chiaro che l’unico modello che reggesse un efficace intervento con le Persone fosse quello specialistico e multidisciplinare e i riscontri deliberati di centinaia di Clienti seguiti con successo la spingono verso una specializzazione del lavoro.

Decide quindi di focalizzarsi sul diritto di famiglia e di formarsi come Mediatore Familiare presso l’Associazione GeA Genitori Ancora di Milano, acquisendo i più potenti strumenti comunicativi e di mediazione, nonché conoscenze in termini di gestione del conflitto, minori, supporto genitoriale, riorganizzazione familiare, individuazione delle risorse.

Da qui inizia parallelamente una ricerca rigorosa di contenuti scientifici sui più innovativi strumenti di coaching applicato all’ambito legale e familiare, sulle dinamiche funzionali e disfunzionali del rapporto di coppia, sulle strategie di crescita e cambiamento e partecipa a numerosi corsi di comunicazione strategica e problem solving dei più autorevoli Maestri del settore, fra cui su tutti lo  psicoterapeuta Giorgio Nardone. Nel 2020 ha partecipato al corso “Soul Light”di Filippo Ongaro, medico certificato in coaching strategico, approfondendo un metodo avanzato per sviluppare risorse e ottimizzare abitudini sfruttando le più recenti conoscenze neuroscientifiche.

Forte di una formazione psico giuridica, oggi aiuta le Persone in conflitto ad affrontare in modo funzionale tutti gli aspetti connessi alla vicenda separativa: mediando dove si può, mantenendo la rotta dove si deve, scendendo in battaglia dove è inevitabile.

Applica un approccio multidisciplinare che considera la sfera emotiva, economica, comunitaria, giuridica e psicologica della Persona.

Aiuta i genitori in conflitto ad accompagnare adeguatamente i Figli in ogni passaggio, accendendo un faro sui loro bisogni anche quando il conflitto tende a metterli nell’ombra.

Hai una domanda?

F.A.Q

“Il primo passo non ti porta dove vuoi, ti toglie da dove sei.”

01. Dove avvengono gli incontri per i percorsi di Mediazione Familiare e quali sono i costi?

L’Avvocato Gaia Spelzini offre supporto, su appuntamento, come Mediatore Familiare presso il centro medico “La Breva” in Via Regina, 22 – Gravedona Ed Uniti (Como).

Costi: colloquio individuale 80€, colloquio di coppia 100€.

02. É possibile avere un preventivo dei costi?

Certamente, anche se per correttezza tali preventivi devono sempre essere considerati “di massima”, in quanto è bene considerare che la previsione di spesa è molto più agevole e precisa in materia stragiudiziale (ad es.: stesura di un contratto, di un parere scritto, proposizione di una domanda di mediazione), rispetto a quella giudiziale, in quanto non è semplice in questo caso ipotizzare le attività che dovranno essere espletate.

03. In quali casi l’avvocato è pagato dallo Stato?

L’Avvocato Gaia Spelzini è iscritto nell’elenco degli avvocati abilitati al patrocinio a spese dello Stato. In presenza di specifici presupposti reddituali del richiedente, che attualmente si attestano ad euro 11.528,41 annuali di reddito, può richiedere ed ottenere il Patrocinio a Spese dello Stato. L’avv. Spelzini seguirà il cliente nella predisposizione della documentazione necessaria per poter accedere a tale beneficio. A seguito dell’ammissione al gratuito patrocinio, l’assistito non dovrà sborsare alcuna somma nei confronti del proprio difensore poiché sarà lo Stato che provvederà alla sua remunerazione. Prima della sua ammissione il cliente sarà però tenuto a remunerare il professionista.

04. È possibile ricevere una consulenza legale senza un incontro di persona nello Studio Legale?

Certo. Tuttavia l’Avv. Gaia Spelzini, in particolare per i nuovi Clienti, preferisce comunque un incontro di persona – anche dopo aver letto un eventuale resoconto telematico del caso.
Questa scelta deriva: a) dalla volontà di creare un rapporto di fiducia col Cliente; b) dalla necessità di un’intervista preliminare del Cliente, in modo da ottenere veramente tutti i dettagli della vicenda. Ovviamente, nulla esclude che questo primo incontro possa svolgersi per mezzi telematici, se non è possibile incontrarsi personalmente.

05. Lo Studio riceve solo su appuntamento?

Normalmente si, è possibile prendere un appuntamento per via telematica inviando una e-mail o per telefono. Lo Studio riceve i propri clienti dal lunedì al venerdì dalle ore 9:00 alle ore 12:30 e dalle ore 15:00 alle ore 18:30.

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"Prendo I'occasione per ringraziarti di cuore per tutto quello che hai fatto per mia figlia. Domani sono 5 mesi che è ritornata, e ho visto quasi subito una certa serenità sul suo viso, e questo lo dobbiamo a te.... Un sincero grazie. Buona serata"

Fernanda S. (2 Agosto 2020)

"Ciao, la tua grande professionalità ha dato modo che si arrivasse ad una conclusione di questa vicenda con tanta serenità da parte di mia sorella. Per questo ti sono eternamente grato per la tua umanità e grande assiduità con cui ti sei adoperata per tale fine. Grazie Raffaele"

Raffaele R. (13 Luglio 2019)

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chi sono

Sono Gaia Spelzini, avvocato e mediatore familiare. Mi occupo di diritto di Famiglia e della Persona, in particolare dei procedimenti di separazione in presenza di minori.

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